BOLLO AUTO E MOTO

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Bollo auto e moto, le regioni possono cancellarli

Una recente sentenza della Corte Costituzionale afferma che le Regioni hanno la possibilità di scegliere autonomamente gli importi dei bolli per auto e moto. Stando a questa decisione, qualora i vincoli di bilancio venissero rispettati, sarebbe addirittura possibile eliminare la tassa.

 
Decide la regione!!!
 
Circa la possibilità da parte delle singole regioni di scegliere autonomamente in materia di bollo auto e moto se n’era già ampiamente discusso. In riferimento all’esenzione dalla tassa per i veicoli storici – quindi d’età compresa tra i 20 e i 30 anni – in particolare, il quadro appariva piuttosto confuso, con alcune regioni che non prevedevano alcuna esenzione, altre che prevedevano pagamenti “alleggeriti” di un 20 o 30% ed altre ancora che prevedevano un’esenzione solo a patto dell’iscrizione del mezzo ad uno dei registri storici abilitati.
La questione sembrava in via di risoluzione già a gennaio, quando cioè con la legge di Bilancio 2019 si introduceva una norma che, almeno in teoria, avrebbe uniformato – per alcune in positivo, per altre in negativo – le diverse situazioni: uno sconto del 50% per tutti i veicoli, auto e moto dai 20 ai 30 anni, di interesse storico o collezionistico purché iscritti – ecco di nuovo la clausola –  ai registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI.
Una recente sentenza emessa dalla Consulta dopo il sollevamento della questione da parte dalla Commissione tributaria provinciale di Bologna ha tuttavia stravolto – di nuovo – le carte in tavola, dichiarando incostituzionale l’obbligo di iscriversi nei registri e, quindi, di versare una quota associativa ai soggetti che li tengono. Ma c’è molto di più: come stabilito dal comma 2 dell’articolo 8 contenuto nel Dlgs 68/201, infatti, il bollo auto risulta essere non completamente di competenza né delle Regioni né dello Stato, ma demandato alle prime “entro i limiti massimi di manovrabilità previsti dalla legislazione statale”.
Come a dire: le regioni possono fare in materia ciò che preferiscono, con il vincolo tuttavia di non superare in alcun caso il limite massimo previsto dallo Stato. La decisione del giudice porta quindi con sé un’ulteriore – e parecchio interessante – sviluppo della questione: a prescindere dalle norme sui bolli per i veicoli storici del mezzo, le Regioni potrebbero infatti – almeno in via teorica – anche decidere di abolire del tutto il bollo per auto e moto. Una possibilità che, parallelamente a quanto più volte ipotizzato circa il trasferimento del carico fiscale della tassa sul costo della benzina, ha già suscitato reazioni positive: “una sentenza della Corte Costituzionale – ha detto il vicepremier Di Maio – ha stabilito che le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali sul bollo auto.
Una buona notizia perché il bollo auto è una tassa ingiusta. Se compri la macchina la macchina è tua”. Parole confermate da Davide Caparini, assessore in Lombardia e coordinatore degli assessori regionali al Bilancio, secondo il quale “la sentenza va nella direzione di quanto chiediamo con l’autonomia. Finalmente possiamo gestire anche se in parte quello che è un tributo regionale. Siamo quindi liberi di prevedere vari tipi di agevolazione, unico limite è ovviamente la compatibilità con il bilancio”.
Decide la regione; Circa la possibilità da parte delle singole regioni di scegliere autonomamente in materia di bollo auto se n’era già ampiamente discusso. In riferimento all’esenzione dalla tassa per i veicoli storici – quindi d’età compresa tra i 20 e i 30 anni – in particolare, il quadro appariva piuttosto confuso, con alcune regioni che non prevedevano alcuna esenzione, altre che prevedevano pagamenti “alleggeriti” di un 20 o 30% ed altre ancora che prevedevano un’esenzione solo a patto dell’iscrizione del mezzo ad uno dei registri storici abilitati.
La questione sembrava in via di risoluzione già a gennaio, quando cioè con la legge di Bilancio 2019 si introduceva una norma che, almeno in teoria, avrebbe uniformato – per alcune in positivo, per altre in negativo – le diverse situazioni: uno sconto del 50% per tutti i veicoli, auto e moto dai 20 ai 30 anni, di interesse storico o collezionistico purché iscritti – ecco di nuovo la clausola –  ai registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI.
Una recente sentenza emessa dalla Consulta dopo il sollevamento della questione da parte dalla Commissione tributaria provinciale di Bologna ha tuttavia stravolto – di nuovo – le carte in tavola, dichiarando incostituzionale l’obbligo di iscriversi nei registri e, quindi, di versare una quota associativa ai soggetti che li tengono.
Ma c’è molto di più: come stabilito dal comma 2 dell’articolo 8 contenuto nel Dlgs 68/201, infatti, il bollo auto risulta essere non completamente di competenza né delle Regioni né dello Stato, ma demandato alle prime “entro i limiti massimi di manovrabilità previsti dalla legislazione statale”.
Come a dire: le regioni possono fare in materia ciò che preferiscono, con il vincolo tuttavia di non superare in alcun caso il limite massimo previsto dallo Stato.
La decisione del giudice porta quindi con sé un’ulteriore – e parecchio interessante – sviluppo della questione: a prescindere dalle norme sui bolli per i veicoli storici del mezzo, le Regioni potrebbero infatti – almeno in via teorica – anche decidere di abolire del tutto il bollo per auto e moto. Una possibilità che, parallelamente a quanto più volte ipotizzato circa il trasferimento del carico fiscale della tassa sul costo della benzina, ha già suscitato reazioni positive: “una sentenza della Corte Costituzionale – ha detto il vicepremier Di Maio – ha stabilito che le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali sul bollo auto. Una buona notizia perché il bollo auto è una tassa ingiusta. Se compri la macchina la macchina è tua”. Parole confermate da Davide Caparini, assessore in Lombardia e coordinatore degli assessori regionali al Bilancio, secondo il quale “la sentenza va nella direzione di quanto chiediamo con l’autonomia. Finalmente possiamo gestire anche se in parte quello che è un tributo regionale. Siamo quindi liberi di prevedere vari tipi di agevolazione, unico limite è ovviamente la compatibilità con il bilancio”. 
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