I FURBETTI SENZA CARTELLINO

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I Furbetti senza cartellino (di qualità garantita da Motociclismo). Nasce l’idea di dare un “certificato di qualità garantita da Motociclismo” ai prodotti che hanno superato a pieni voti le nostre comparative. Capi di abbigliamento e accessori che possono esporre a pieno titolo il logo che ne autentica l’eccellenza secondo le nostre metodologie di prova.

Ogni anno i motociclisti italiani spendono circa 450 milioni di euro per caschi, accessori e abbigliamento protettivo. Il fatturato di questo comparto raddoppia se si considerano anche i prodotti ufficiali delle Case moto e quelli provenienti dalla zona grigia del Far East tramite acquisti online. Su Motociclismo di febbraio abbiamo avviato un’inchiesta “sulle cinesate” (qui il sondaggio in merito) che si trovano sul web e che, noi diciamo purtroppo, in Italia hanno sempre più mercato. L’obiettivo è di stanare gli imbroglioni per tutelare sia la sicurezza di chi va in moto sia la sopravvivenza delle aziende che fanno prodotti di qualità.

In queste settimane sta per arrivare in redazione dall’Oriente un altro bastimento carico carico di… tarocchi! Tra questi, un casco “Shoei” da 90,00 euro e un paraschiena “Dainese” da 25,00: vi diremo chi li commercializza, perché riesce a farla franca, e quant’è grande la differenza col prodotto originale. Ma attenzione, non è tutto oro quel che luccica nelle vetrine dell’Occidente. Sugli scaffali delle concessionarie di casa nostra sono esposti migliaia di prodotti “di marca”, spesso certificati. La certificazione però non garantisce l’eccellenza. Anzi i protocolli di prova partoriti da qualche burocrate parcheggiato a Bruxelles sono spesso troppo blandi o addirittura incoerenti con l’uso “motociclistico” del prodotto. Per esempio uno stivale da turismo della Held (il Conan, non certificato) si comporta molto meglio di uno Acerbis (il Jurby, certificato).

Quant’è difficile orientarsi in un mondo in cui un casco Airoh da 570,00 euro (l’Aviator 2.2) ha una capacità di assorbimento dei colpi equiparabile a quella di un LS2 da 209,00 euro (l’MX 456) e inferiore a quella di un Just1 da 399,00 euro (il J12).

Come fare, dunque, a spendere bene i propri soldi? La soluzione migliore è seguirci assiduamente sia su carta sia via web.

GARANTIAMO LA QUALITÀ CON LE NOSTRE PROVE (E IL TALLONCINO)

Per raggiungere anche chi non ci segue, abbiamo deciso di informare tutti i motociclisti nel modo più diretto: autorizzare il produttore ad esporre in concessionaria il Certificato di qualità di Motociclismo sopra l’articolo che lo ha meritato sul campo superando i nostri test. Leggi galleria del vento e tante altre stanze di tortura del nostro centro prove e dei laboratori coi quali collaboriamo. Il talloncino in basso che vedete nelle foto è la medaglia degli “eroici sopravvissuti” e sarà apposto dai rivenditori specializzati sui prodotti di eccellenza individuati da Motociclismo attraverso prove strumentali. Stivali, tute antipioggia, caschi, giacche, pantaloni, zaini, gomme, valigie, paraschiena, ecc. riceveranno, quando meritevoli, questo attestato (la lista completa dei prodotti garantiti da Motociclismo è sul nostro sito). Il suo valore legale è pari a zero, ma la sua attendibilità è autentica: essa deriva da una metodologia di prove pratiche e strumentali pensata e applicata da motociclisti per motociclisti. Paragonabile per rigore a quella che usiamo da 103 anni per le moto. A proposito, sta per prendere il via la stagione delle grandi comparative: la GS, quest’anno, per la prima volta appare in affanno con la KTM, ma ne vedremo delle belle anche in pista.

Articolo pubblicato su Motociclismo e scritto da Federico Aliverti.

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