LORD OF BIKES 2017 2° PUNTATA

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Lord of Bikes 2017 2° Puntata: Domenica 5 Marzo; il tema della 2° Puntata è stato “Tatoo”, si sono subito sfidati i seguenti team:

ANDREA RADIKAL CHOPPER MILANO VS MR. MARTINI VERONA

Ai due team è stato quindi chiesto di trasformare la Moto Guzzi V9 in una moto special “Tatoo”.

ANDREA RADIKAL CHOPPER: A me piace l’arte in generale, mi piace dipingere, scrivere, la fotografia. Le mie fonti di ispirazione sono i miei hobby.

La Filosofia – Dopo aver avuto delle esperienze di lavoro negative con diversi soci, ho capito che avevo bisogno di un cambiamento radicale. Così è nata Andrea Radikal Chopper che, per me, ha rappresentato un taglio al vecchio lavoro e l’inizio di un’esperienza radicalmente nuova.

L’Officina: L’utilizzo dei metalli come alluminio, ottone e bronzo è ciò che mi ha contraddistinto in questi anni. L’amalgama di questi elementi che compongono le varie parti della moto, alla fine, hanno reso il mio stile personaleMi sento sicuramente più artista. Il resto è una conseguenza obbligata del mio lavoro. La motocicletta deve essere in primis utilizzabile. Poi sicuramente la si deve abbinare a una cifra stilistica che faccia la differenza. L’incudine è lo strumento che più mi rappresenta. È bello battere il metallo e dare forma a un elemento inizialmente privo di senso. Battendolo e lavorandoci sopra posso creare qualcosa.

Tattooing  Avendo tantissimi tatuaggi addosso il tema mi è piaciuto subito. La moto ha una forte presenza di materiali come l’ottone e l’alluminio, resi vivi da varie lucidature e incisioni, che rappresentano anch’esse un tatuaggio. Incidere il metallo vuol dire far rimanere impresso in esso un’immagine piuttosto che una scritta. Tattooing è equilibrata, ha le giuste proporzioni, che sono fondamentali per me, e la giusta distribuzione dei materiali e delle varie colorazioni. Ho avuto qualche difficoltà nell’alloggiamento della pompa della benzina nel serbatoio molto piccolo.

MR. MARTINI: Il mio genio e la mia creatività non hanno confini, così come le mie moto che possono correre ovunque. Sono figlio degli anni ’60 e sono cresciuto nel distributore di benzina gestito da mio padre. La mia passione per le due ruote è sempre stata nel mio DNA ed è iniziata sul Ciao.

La Filosofia – Mr. Martini è una storia fatta di passione e dedizione, di ricerca e creatività. È un concetto di vita che permette anche a chi non è mai salito su una moto, di entrare in uno stato di libertà mentale. Libertà intesa come la capacità di esprimere se stessi non solo in sella, ma nella vita di tutti i giorni. Solo così ci si può sentire ancora vivi.

L’Officina – Nel 1984 ho comprato la mia prima moto di nascosto, una Harley Sportster, e questo ha determinato una delle scelte più importanti della mia vita: quella di dedicarmi alla meccanica, la mia seconda passione dopo la cucina. Negli anni ’80 ho rubato il chiosco del distributore a mio padre per farlo diventare il mio spazio espositivo. Qui ho iniziato a lavorare come meccanico sulle Royal Enfield: smontavo, modificavo, rimontavo e costruivo anche qualche pezzo in autonomia. La scintilla è scoccata con l’incontro con Carlo Talamo. Poco dopo avergli mostrato il mio spazio a Verona, il chioschetto di mio padre si è riempito di motociclette Inglesi. Ogni moto è una storia d’amore e come tutte le vere storie d’amore sanno essere anche autentiche storie di follia. Nel 2009 ho creato la mia prima Guzzi, la Guzzi Follet. Bellissima, un connubio perfetto tra forma e funzione dove il casco, una volta tolto, diventa parte integrante della moto. Ora è esposta in uno dei più belli negozi di Seul.

La Manica Bianca – Lavorare a questo tema è stato difficile perché nessuno del team ha tatuaggi sul proprio corpo. Questo, per noi, è un mondo ancora tutto da scoprire. Abbiamo messo al centro del nostro pensiero il tatuatore biker che gira il mondo per dare vita alle sue creazioni,  si ferma, toglie il sellino e inizia a tatuare. Un concetto del tutto nuovo che ha destabilizzato i giudici. Il nome “Manica Bianca” si rifà al linguaggio dei tatuatori. Il tatuaggio a manica, infatti, riveste il braccio esattamente come la manica di una camicia. “Bianca” perché quando abbiamo creato le grafiche sui due cerchi lenticolari l’abbiamo fatto pensando che fossero due braccia bianche da tatuareRealizzare la sella in modo da farla poi diventare uno sgabello da strada, non è stato facile. Le gambe e il suo meccanismo, infatti, dovevano rimanere del tutto invisibili. Se avessi avuto più tempo avrei usato la pelle, e non il neoprene, per la realizzazione della sella

La sfida è stata vinta dal team Andrea Radikal Chopper.

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